La protezione dei dati personali è un diritto fondamentale tutelato dalla normativa italiana, adeguata a livello europeo grazie al Regolamento (UE) 2016/679, comunemente noto come GDPR (General Data Protection Regulation).
In questo contesto il Garante della Privacy si configura come autorità preposta a vigilare sul rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali. In caso di abuso nel trattamento dei dati il Garante è l’ente di riferimento a cui rivolgersi per segnalazioni e reclami.
Denunciare una violazione della privacy può risultare complesso quando si temono ripercussioni o si desidera mantenere la propria identità riservata. L’articolo fornisce un approfondimento sugli strumenti di tutela previsti e su come denunciare al Garante della Privacy in forma anonima secondo la normativa vigente.
Strumenti di tutela a disposizione nella richiesta di intervento del Garante Privacy
Gli interessati a tutelare i propri dati personali possono esercitare il loro diritto rivolgendosi direttamente al titolare del trattamento dei dati, ossia all’organizzazione a cui sono stati condivisi, richiedendo l’accesso, la rettifica o la cancellazione dei propri dati. In questo primo scenario non è possibile mantenere l’anonimato.
Si può denunciare in forma anonima richiedendo l’intervento al Garante per la protezione dei dati personali, che offre due strumenti di tutela dei propri diritti:
- Segnalazione: permette di informare il Garante su una possibile violazione, senza la necessità di presentare un reclamo formale.
- Reclamo: strumento ufficiale e dettagliato con cui richiedere l’intervento formale del Garante per far cessare un trattamento illecito di dati personali.
Queste due modalità presentano delle differenze sostanziali, evidenziate nella seguente tabella.

Per denunciare al Garante della Privacy in forma anonima, la soluzione a cui ricorrere è la segnalazione.
Questo perchè il reclamo è un atto circostanziato che richiede l’identificazione del soggetto che lo presenta, poiché deve contenere elementi dettagliati e documentati sulla violazione della disciplina rilevante in materia di protezione dei dati personali.
La segnalazione, invece, non è soggetta ai particolari vincoli di forma previsti per il reclamo e può essere utilizzata per portare all’attenzione del Garante un possibile trattamento illecito senza necessariamente richiedere un provvedimento.
Quando è prevista la segnalazione anonima dal Garante Privacy?
L’art. 19, comma 2, del Regolamento n. 1/2019 stabilisce che, di norma, la segnalazione al Garante debba essere presentata da un soggetto identificabile. Allo stesso tempo per motivi di sicurezza è possibile fare una segnalazione mantenendo l’anonimato, in particolare nei seguenti casi:
- Rischio di gravi pregiudizi o ritorsioni per il segnalante: se la violazione della normativa sulla protezione dei dati personali riguarda un trattamento che potrebbe causare danni significativi al segnalante, come nel caso di lavoratori che denunciano illeciti aziendali, o genitori che segnalano il trattamento non conforme nei contesti scolastico o sanitario.
- Violazione di particolare gravità: se il trattamento dei dati personali presenta caratteristiche di particolare gravità, come l’illecita diffusione di dati sensibili (per esempio dati sanitari o giudiziari) o un numero significativo di interessati.
Il Garante può valutare la illegittimità o illiceità del trattamento solo sulla base degli elementi forniti. In assenza di informazioni adeguate, la segnalazione potrebbe non essere presa in considerazione o archiviata dopo un’analisi preliminare. Per questo, è opportuno circostanziare con precisione i fatti affinché il Garante disponga di elementi sufficienti per una valutazione completa.
Contenuti essenziali della segnalazione anonima
Anche se per la segnalazione non sono previsti vincoli di forma stringenti, per aumentare la probabilità che venga esaminata, è consigliabile includere tra gli elementi forniti:
- Descrizione dettagliata dei fatti e del trattamento di dati oggetto della segnalazione.
- Estremi identificativi del titolare del trattamento (se conosciuti).
- Eventuale documentazione utile ai fini della valutazione, come email o comunicazioni che possano provare la violazione della disciplina rilevante.
- Richiesta esplicita di intervento del Garante Privacy, specificando che si tratta di una segnalazione anonima per motivi di sicurezza o protezione.
Come rivolgersi al Garante per presentare una segnalazione anonima
Chiunque può presentare una segnalazione, anche in forma anonima, con le seguenti modalità di invio:
- posta elettronica
- posta tradizionale
- tramite intermediario
Posta elettronica ordinaria (PEO) o posta elettronica certificata (PEC)
Da inoltrare agli indirizzi ufficiali del Garante Privacy:
- protocollo@gpdp.it (posta elettronica ordinaria)
- protocollo@pec.gpdp.it (posta elettronica certificata)
Per garantire l’anonimato, si consiglia di non utilizzare indirizzi di posta elettronica personali, ma di impiegare strumenti di anonimizzazione digitale, come email temporanee o VPN.
Mediante lettera raccomandata senza firma
La segnalazione può essere inviata anche in formato cartaceo, omettendo i dati personali del mittente, all’indirizzo ufficiale del Garante per la Protezione dei Dati Personali in Piazza Venezia, 11 – 00187 Roma.
Tramite intermediario
Il Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e il Codice in materia di protezione dei dati personali prevedono espressamente che il reclamo al Garante possa essere presentato tramite un intermediario. In questo caso la forma è disciplinata e il procedimento risulta più rigido.
A differenza del reclamo, la segnalazione non è formalmente disciplinata per essere presentata tramite un intermediario. Ciò nonostante, è possibile avvalersene in casi di difficoltà nella gestione della segnalazione anonima oppure in situazioni in cui risulta particolarmente importante mantenere l’identità nascosta, per motivi di sicurezza. Rivolgendosi ad avvocati o altre figure esperte come i consulenti sulla privacy che agiscono per conto del segnalante, mantenendone riservata l’identità.
Il Garante della Privacy ha creato una scheda informativa dedicata per supportare i cittadini italiani nell’esercizio del proprio diritto alla privacy.